Per studi legali, notarili e commercialisti
I documenti del vostro studio,
che rispondono alle vostre
domande.
Cifrata legge i fascicoli dello studio e risponde a parole vostre, citando il documento e aprendolo al punto giusto. Ognuno vede solo le informazioni che gli competono, e chi non ha titolo su un fascicolo non riceve un rifiuto: per lui quel fascicolo non esiste.
I documenti restano dove sono oggi. Non si sposta niente.
La domanda che vi siete già fatti
«Posso usare l'intelligenza artificiale sui fascicoli dei miei clienti?»
La risposta onesta è: dipende da chi risponde alle domande.
Gli assistenti generici leggono tutto ciò a cui chi li usa ha accesso. E negli studi l'accesso alle cartelle non l'ha deciso nessuno: si è accumulato negli anni. Il risultato è uno strumento che risponde bene, e che ogni tanto risponde con un documento che chi ha chiesto non doveva vedere. A volte, fanno anche confusione fra clienti diversi e situazioni analoghe.
Cifrata parte dal problema opposto: segna il confine, poi genera la risposta.
Il problema
In un archivio condiviso il problema non è la ricerca: è il confine.
Uno studio con diverse persone accumula decenni di lavoro fra cartelle di rete, posta e gestionale. Il sapere c'è. È il perimetro che non c'è.
- I documenti ci sono: chi c'era sa dove guardare, chi è arrivato dopo chiede. Nessuno li cerca più, si richiedono a voce.
- I permessi non li ha decisi nessuno: si sono accumulati, cartella dopo cartella, negli anni e per le diverse situazioni.
- Due clienti in conflitto stanno nella stessa rete, e a tenerli separati c'è solo la memoria di chi ci lavora.
Il confine non è lo stesso per tutti: per un avvocato è la controparte, per un notaio sono le parti dell'atto, per un commercialista sono due clienti seguiti dallo stesso studio.
In concreto
Tre giornate qualunque.
- Chi è arrivato da poco
- Chiede se lo studio ha già seguito una pratica come quella che ha in mano. Riceve tre precedenti, con le citazioni che aprono i documenti al punto giusto. Nessuno ha dovuto smettere di lavorare per spiegargli dove guardare.
- Serve un dato, e non si è in studio
- Si chiede dal telefono e arriva la risposta con il documento allegato. Non si deve chiamare in studio, e chi è in studio non deve mettersi a cercare per qualcun altro.
- Un cliente chiede chi ha visto la sua pratica
- Si esporta il registro: chi, quando, da quale accesso. E nessuno può averlo corretto dopo.
Come è fatto
Il confine si applica prima della domanda.
-
Chi siete lo decide la vostra identità, non la domanda
Non si può chiedere di vedere di più, e non si sa che cosa è rimasto fuori. Ciò che non compete non viene nascosto dopo: non entra nella ricerca, mai.
-
Ogni risposta porta il documento con sé
La citazione apre il file al punto giusto. Senza la fonte non c'è la risposta: quello che leggete lo verificate in pochi secondi.
-
Il registro si aggiunge, non si corregge
Ogni accesso resta scritto. Il sigillo lo teniamo noi e lo tenete voi: se la storia cambiasse, i due non tornerebbero.
| 2026-06-23 09:14 | v.rossi | domanda · archivio Contenzioso | 3f9a…c721 |
| 2026-06-23 09:14 | v.rossi | apertura · fascicolo 2025/118 | c721…8ae0 |
| 2026-06-23 11:02 | a.serra | revoca · accesso Societario | 8ae0…41d5 |
Una riga tolta si vede perché la catena non torna.
Ogni riga chiude quella prima di sé.
L'ingresso
I documenti restano dove sono.
Non si sposta niente e non si carica niente a mano: si indica dove sono, e ci pensa il programma.
- La cartella di rete
- Un programma sulla vostra macchina sorveglia le cartelle che indicate e porta dentro i documenti quando cambiano. Scrive, e non legge mai.
- OneDrive, SharePoint, Drive
- Se sono già sincronizzati sui computer dello studio, sono cartelle: valgono come sopra, senza consegnarci le chiavi di nessun servizio.
- La posta di studio e la PEC
- Notifiche, depositi, ricevute: è lì che arriva metà di ciò che conta, e non è su nessun disco. Le caselle dello studio, non quelle personali di chi ci lavora.
- Il gestionale
- Il programma che usate già consegna i documenti quando li archivia, con le stesse regole e gli stessi limiti.
Da quale porta si comincia lo decide lo studio: si parte da dove stanno i documenti che contano davvero, non da quella più comoda per noi.
L'uso
Tre modi di interrogare, un confine solo.
Il canale decide il protocollo e se c'è una persona davanti. Non decide cosa si può leggere: quello lo decide la credenziale, ed è la stessa da qualunque parte si entri. Se da una porta si vedesse qualcosa in più, sarebbe un difetto, non una funzione.
- Dal browser
- Si entra con la propria identità e si chiede a parole proprie. La risposta cita, la citazione apre il documento al punto giusto, e da lì si segue il filo: le fonti vicine, le persone e le pratiche che vi compaiono.
- Dal telefono
- La stessa cosa, dalla stessa identità, quando si è fuori. Nessun documento resta sul dispositivo.
- Dagli assistenti
- Se lo studio lavora già con un assistente collegabile a strumenti esterni, questo si può tranquillamente collegare all'archivio: elenca, cerca, apre un documento, chiede. Sono operazioni di sola lettura, e vale la regola di sempre, l'assistente lavora per conto di una persona e non vede mai più di lei, e non può navigare liberamente fra i fascicoli.
Si parte da dove le domande si fanno già, non dal canale più comodo per noi.
Quello che non promettiamo
I limiti li decidiamo.
- Per rispondere, il sistema legge i vostri documenti. La garanzia sta nell'isolamento degli archivi, nel governo delle chiavi e nel registro - non in un'impossibilità tecnica di leggere. Chi vi promette il contrario vi sta descrivendo un altro prodotto.
- Non sostituisce l'archivio dello studio: è il livello di accesso sopra i documenti che avete già.
- I dati restano in Europa per impostazione predefinita, e non addestrano nessun modello. Se serve un isolamento maggiore, l'elaborazione gira solo su nostra infrastruttura, su progetto dedicato, e in quel caso può restare in Italia. Dove si elabora è scritto, non sottinteso.
- Ogni studio ha il proprio archivio separato, con una chiave propria. Fra studi diversi non c'è nulla in comune.
- Non lo diamo a chiunque. Lavoriamo con un numero chiuso di studi che scelgono con noi da dove cominciare. Si entra su invito, dopo una conversazione.
Le domande che ci fanno
Otto risposte, senza giri di parole.
È compatibile con il segreto professionale?
È il motivo per cui è fatta così. Ogni studio ha un archivio separato con una chiave propria, e dentro lo studio ciascuno vede solo le informazioni che gli competono. Restiamo comunque un responsabile del trattamento: il contratto lo dice, e i limiti sono scritti sulla pagina.
Due clienti in conflitto: come li tenete separati?
Sono archivi diversi, e si può dichiarare che non si interrogano insieme: chi lavora sull'uno non trova l'altro, nemmeno per sbaglio. Se serve un confronto, un'analisi interna, si apre esplicitamente, con una motivazione, e resta scritto nel registro. La regola la impostate voi: il conflitto lo dichiara chi ne risponde.
Dobbiamo spostare i nostri documenti?
No. Restano dove sono: si indica dove guardare e il programma li porta dentro quando cambiano. Il vostro modo di lavorare non cambia.
Sostituisce il gestionale o il programma di studio?
No, e non ci prova. È il livello che risponde alle domande sopra i documenti che avete già, ovunque siano.
I nostri documenti addestrano l'intelligenza artificiale?
No. Non addestrano nessun modello, né nostro né di terzi. Per impostazione predefinita l'elaborazione avviene in Europa, e dove avviene è scritto nel contratto. Se serve un isolamento maggiore, l'elaborazione gira solo su nostra infrastruttura, su progetto dedicato, e in quel caso può restare in Italia.
Chi decide chi vede cosa?
Lo studio. I permessi non si ereditano dalle cartelle, che è esattamente il modo in cui oggi ciascuno vede più di quanto dovrebbe: si decidono, per archivio e per persona, e ogni modifica resta nel registro.
Se cambiamo idea, i documenti ce li riprendiamo?
Sì. Si esporta tutto, documenti, classificazioni e registro degli accessi, e alla chiusura si distruggono le chiavi: da quel momento ciò che era cifrato non torna leggibile, nemmeno per noi.
Quanto costa, e come si entra?
Si paga per le persone che lo usano davvero, non per quante ne ha lo studio, con un avvio a preventivo. L'accesso è su invito: si comincia da una conversazione di mezz'ora, e da lì si vede se ha senso per entrambi.
Chiedete un invito
Un indirizzo, e vi rispondiamo noi.
Lo usiamo per tre cose sole: aprirvi l'accesso quando tocca al vostro studio, invitarvi a vederlo in anteprima, mandarvi una breve presentazione prima di parlarne con i vostri soci.